n.3 Profumo

Mi perdonerete il ritardo di un giorno, nel week end del Salone del Libro non sono riuscito a mantenere l’appuntamento ma eccomi subito a rimediare.

Il romanzo di cui vi parlo oggi è “Profumo” di Patrick Süskind. Molti commentatori non lo collocano in un genere preciso ma per quanto mi riguarda è un thriller, seppur storico, fatto e finito.

Questo romanzo è uno dei pochissimi che mi ha fatto pensare che avrei voluto scriverlo io. Assolutamente originale, coraggioso e con un finale strepitoso.

Il mio approccio professionale e l’enorme volume di romanzi letti ha smorzato la mia capacità di entusiasmarmi ma questo ci riesce eccome. Non ci sono altri titoli famosi di questo autore, ha sparato una singola cartuccia ma ha fatto assolutamente centro.

Il protagonista nasce con un senso dell’olfatto sovrasviluppato, quasi un super potere, e al contempo lui stesso non produce nessun odore, in un epoca storica, il diciassettesimo secolo, in cui possiamo ragionevolmente presumere che città, abitazioni e attività varie fossero caratterizzate da puzze che oggi non riusciremmo mai a sopportare. Celebri sono le abitudini dei nobili riguardo all’igiene, in cui piuttosto che lavarsi si cercava di coprire gli odori con profumi, ciprie e vestiti puliti tralasciando tutto il resto.

Le peculiarità del protagonista, le sue aspirazioni, la sua forza di volontà si scontrano con tutto questo e con la società, portandolo a intraprendere un percorso in cui le uccisioni di giovani ragazze sono un mezzo per raggiungere il suo scopo finale.

Che non vi racconto.

È una lettura che mi sento di consigliarvi, piaccia o meno, è un romanzo unico nel suo genere e i romanzi unici sono perle rare.

Buona lettura.

 

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