Il romanzo di questa settimana, per i “I libri del mostro” è il “Il sole nudo” (1957) di Isaac Asimov, che potrebbe non essere il miglior romanzo del profilico scrittore di fantascienza, ma di certo è uno dei più originali. Per quanto mi riguarda ha il merito di fondere la fantascienza e la detective story, senza intoppi narrativi, senza stratagemmi basati di improbabili tecnologie ma con uno sguardo concreto sul futuro dell’epoca di Asimov e non solo.

In breve la trama, come la riassume wikipedia è: Rikaine Delmarre, un “fetologista” (scienziato fetale), responsabile del centro nascite del pianeta Solaria, ostile alla Terra, viene ucciso. Nonostante l’odio che separa la Terra dai nuovi pianeti degli Spaziali, il poliziotto terrestre Elijah Baley viene chiamato a investigare su richiesta del governo solariano.
Ma a mio parere il tema principale, e quello più interessante, è quello delle fobie: la fobia del contatto sociale dei solariani, la fobia degli spazi aperti del protagonista, la fobia strisciante verso le macchine, i robot la cui innocuità è data per scontata ma forse più per il timore che prima o poi, ed è quello che succede nel romanzo, qualcuno o le macchine stesse, riescano a aggirare le tre leggi delle robotica che impediscono ai robot di nuocere agli umani. Tre leggi che per certi versi sembrano più l’ammissione di un complesso di inferiorità da cui gli umani, in quel mondo, non hanno più modo di sfuggire.
In tutto questo contesto Asimov è riuscito a organizzare una detective story che si basa esclusivamente sulla deduzione, sul ragionamento in un contesto fantascientifico che appare così naturale da sembrare assolutamente plausibile.
Se non l’avete letto vi consiglio di farlo. E’ uno di quei rari romanzi di fantascienza che non subisce il passare del tempo, che soddisfa sia gli appossiati di fantascienza che gli amanti dei gialli.
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