
Questa settimana vi parlo de “Il Giardino delle Farfalle” di Dot Hutchinson. Per quanto ne so questo romanzo è passato piuttosto in sordina, per altro pubblicato dalla mia stessa casa editrice. Ha invece molte qualità alcune di alcune delle quali, nel mio percorso, ho cercato di far tesoro.
La trama (da http://www.ibs.it):
“Vicino a un palazzo isolato c’è un bellissimo giardino dove è possibile trovare fiori lussureggianti, alberi che regalano un’ombra gentile e… una collezione di preziose “farfalle”: giovani donne rapite e tatuate in modo da farle assomigliare a veri lepidotteri. A guardia di questo posto da brividi c’è il Giardiniere, un uomo brutale e contorto, ossessionato dalla cattura e dalla conservazione dei suoi esemplari unici. Quando il giardino viene scoperto dalla polizia, l’unica sopravvissuta viene messa in salvo e poi interrogata. Gli agenti dell’FBI Victor Hannover e Brandon Eddison hanno il compito di mettere insieme i pezzi di uno dei più complicati rompicapo della loro carriera. La ragazza, conosciuta solo come Maya, è ancora sotto shock e la sua testimonianza è ricca di episodi sconvolgenti al limite del credibile. Torture, ogni forma di crudeltà e privazione sembravano essere all’ordine del giorno in quella serra degli orrori, ma nel racconto della giovane donna con delle ali di farfalla tatuate sulla schiena non mancano le incongruenze e i salti temporali… E più Maya va avanti con il suo terrificante racconto, più Victor e Brandon si chiedono chi o cosa la ragazza stia cercando di nascondere“…
Le qualità:
L’autrice riesce molto bene a diluire e a seminare con equilibrata parsimonia gli elementi del mistero nel racconto della ragazza che sembra sfuggita al Giardino. Per chi scrive questo genere di storie è una parte fondamentale del lavoro, il rischio di farsi “scoprire” o di lasciare il lettore disorientato è sempre dietro l’angolo.
Al contempo, questa progressione costante tiene incollati e spinge a voler capire cosa sia veramente successo, chi sia sopravissuto, come lei sia sfuggita all’orrore.
Infine, altro tocco di classe, l’autrice riesce a far in modo che il lettore non voglia empatizzare fino in fondo con la ragazza, in qualche modo rimane qualche dubbio, qualche sospetto, il che non fa che arricchire la lettura. Se questi dubbi saranno poi ben riposti o meno non ve lo posso svelare, ma vi consiglio di scoprirlo da voi.
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