N.10 La biblioteca dei morti

Rieccomi a consigliarvi un altro romanzo. Devo dire che ho iniziato da pochi anni a leggere Glenn Cooper perchè ho sempre guardato con sospetto la varietà degli argomenti che riesce a tenere insieme tra tutti i romanzi ma anche in ogni singolo di essi.

Se ho deciso di inserirlo tra “i libri del mostro” significa innanzitutto che il sospetto è svanito ma che è riuscito da una parte a stupirmi e dell’altra, o forse dalla stessa parte, a mostrarmi come si possano fare certe cose. Di cui vi parlerò tra un attimo.

Prima un accenno alla trama. Nel dicembre 782 in un’abbazia sull’isola di Vectis il piccolo Octavus, accolto dai monaci per pietà, prende una pergamena e inizia a scrivere un’interminabile serie di nomi affiancati da numeri. Il 10 luglio 1947 Harry Truman, il presidente della prima bomba atomica, scopre un segreto che, se divulgato, scatenerebbe il panico nel mondo intero. Il 21 maggio 2009 il giovane banchiere David Swisher muore e l’agente Will Piper del FBI scopre che aveva appena ricevuto una cartolina su cui era indicata la data della sua morte. Inizia come l’indagine di un elusivo serial killer ma si trasforma in una scoperta che attraversa i secoli e il destino dell’umanità.

Già da queste poche righe si capisce quanto sia ricca la trama del romanzo e sta proprio in questo la prima qualità che riconosco a Glenn Cooper, la capacità cioè di tenere assieme linea e piani temporali differenti, così diversi e apparentemente lontani tra loro. Devo dire che mi è venuto da pensare, all’inizio del romanzo, come diavolo avrebbe potuto tenere insieme punti di partenza così diversi ma ci è riuscito e lo ha fatto bene.

Il secondo aspetto che mi ha colpito è la sua capacità di rendere credibile e accettabile situazioni davvero fuori dall’ordinario. La sua capacità di convincerci a sospendere la nostra incredulità è soprendente.

Per questo mi sento di consiglialo a tutti.

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